Online il numero 2-2015 del bimestrale L’Isola

Posted on April 6th, 2015

isola02-15E’ online il numero di marzo-aprile 2015 del bimestrale L’ISOLA.

In questo numero:

  • L’EDITORIALE: SIAMO ALLA FRUTTA
  • Si è spento Salvatore Riggio Scaduto Magistrato di Cassazione in pensione
  • Né terroni, né meridionali, né altro, ma Siciliani!
  • “COSA VOGLIONO DALLA SICILIA ? “
  • Un «conquisteremo Roma» del X secolo nella storia della Sicilia Musulmana

Online il numero 1-2015 del bimestrale L’Isola

Posted on February 7th, 2015

isola01-15E’ online il numero di gennaio-febbraio 2015 del bimestrale L’ISOLA.

In questo numero:

  • L’EDITORIALE – - Due realtà contrapposte (pag. 2)
  • MAGIE NAPOLITANE NEL DISCORSO DI FINE ANNO (pag. 3)
  • L’Italia mantiene la Sicilia o la Sicilia mantiene l’Italia? (pagg. 4 & 5)
  • Chi controlla la Stampa ? Chi decide che cosa leggerai domani sul Giornale ? Ecco la lista (pagg. 5 & 7)
  • Camilleri, Pirandello e Verga e il marciume dell’Unità d’Italia (pagg. 6 & 7)
  • Benito Mussolini iscritto al Pd. Ormai le tessere false sono più di quelle vere… (pag. 8)
  • Alla scoperta di Savoca (Me), nei luoghi resi celebri da “Il Padrino” (pag. 11)
  • STATUTO FONDAMENTALE DEL REGNO DI SICILIA decretato il giorno 10 luglio 1848 dal Generale Parlamento (pagg. 16, 17, 18 & 19)
  • Quando il gioco era creatività. Gli antichi giochi siciliani (pag. 17 & 18)
  • A TAVOLA! (pag. 21)

Scarica gratuitamente il pdf.

Appello per la creazione di un circuito informativo siciliano libero ed indipendente

Posted on February 7th, 2015

Lo scorso 13 gennaio la nostra associazione ha pubblicato, sul sito di NoiSiciliani Liberi, l’articolo del prof. Costa dal titolo “Si stringe la tenaglia sulla Sicilia”.

L’articolo ha avuto un grandissimo successo, poiché ha suscitato l’interesse di migliaia di persone – anche all’estero – che lo hanno letto e condiviso.
Evidentemente, il contenuto era di grande rilievo, essendo stati denunciati fatti che la maggioranza del popolo ignora ma che incidono negativamente sulla vita quotidiana di noi tutti.
Oggi, siamo tutti consapevoli che c’è la crisi, che manca il lavoro, che circola poco denaro e così via; ma se ci fermassimo a riflettere anche per pochi secondi, ci accorgeremmo che, in fondo, il perché di quanto accade intorno e su di noi ci viene spiegato raramente e, se qualcuno lo fa, si esprime in modo sibillino, affinché siano in pochi a capire perché è meglio che la massa dei cittadini si disinteressi e che non sia consapevole dei propri diritti, cosicché il partito di turno possa ancora una volta manovrarla a proprio uso per ottenere consensi.
Ma i siciliani sanno che il nostro Statuto speciale prevede – fra le altre cose importanti – l’autonomia tributaria?
Forse qualcuno ci informa che potremmo essere noi a stabilire quali tasse pagare e in che misura o addirittura avere una sola tassa per tutto, con una aliquota bassa e contestualmente avere ottimi servizi per i cittadini?
Vi sembra una bufala?
No, è la pura verità. La Sicilia è una terra ricca di risorse e i siciliani potrebbero vivere benissimo, se le nostre ricchezze non fossero illegittimamente depredate dallo Stato centrale con la complicità di politici inetti , che tradiscono e violano il mandato ricevuto dagli elettori, non consapevoli dei loro diritti.
Manca, quindi, la comunicazione ed un’informazione vera che dovrebbe raggiungere ed entrare nelle case di tutti i siciliani.
E’ necessaria un’informazione che arrivi anche alla mente ed al cuore di tutti i cittadini per risvegliare il sentimento, ormai assopito, dell’orgoglio siciliano. E’ ora di spiegare a tutti ciò che sta veramente accadendo attorno a noi e ad ognuno di noi, come lo Stato ci stia strangolando per annientare e renderci suoi schiavi, privandoci di ogni cosa che abbiamo costruito con il nostro lavoro e i nostri sacrifici.
Oggi, l’informazione che arriva nelle nostre case tramite la televisione e i giornali ha il bavaglio sulla bocca; le notizie sono distorte e finalizzate agli interessi di regime.
La nostra associazione, solo tramite il sito, non è in condizione di svolgere bene gli scopi sociali prefissati ed in primis l’informazione.
La Sicilia ha bisogno di una Voce Libera ed è per tale motivo che abbiamo preparato un progetto che preveda l’apertura di un giornale online, un mensile cartaceo ed un centro di produzione televisivo
Tutto al servizio e a tutela dei diritti del popolo siciliano.
Noi non siamo asserviti a nessun potere e non prendiamo ordini da chi si è dimostrato fin’ora in contrasto con l’interesse dei Siciliani e siamo costretti a combattere ed opporci allo strapotere dei mass media finanziati e gestiti dai poteri centrali.
.Abbiamo le idee e le persone giuste e pronte a metterle in atto, ma non abbiamo i mezzi economici .
Purtroppo, al punto in cui siamo non c’è più tempo da perdere ed occorre organizzarci non solo per difenderci ma, soprattutto, per vincere
Abbiamo riflettuto tanto prima di rivolgere questo appello ed è per questo che siamo venuti nella determinazione di coinvolgere tutti i siciliani liberi per un auto finanziamento destinato a sopperire ai costi necessari per una capillare informazione dell’attuale stato di cose..
Ecco perché vi invito a condividere e comunicare con qualsiasi mezzo questo appello ad amici e conoscenti.
Abbiamo bisogno del sostegno economico di tutti, per finanziare questo ambizioso progetto che – credetemi – sarà un grande faro che illuminerà il tunnel buio dove, adesso, ci troviamo.
Per questo vi proponiamo un contributo minimo che potete versare sul nostro conto corrente con il seguente codice IBAN: IT52Z0301904609000009082094 BIC/SWIFT  RSANIT3P.
Nella causale, specificare: “LIBERA DONAZIONE per una libera informazione.”.
Il nostro appello è rivolto a tutti: singole persone, associazioni, movimenti, ordini professionali, categorie di lavoratori, imprenditori, commercianti, studenti, sindaci, ecc….
Sia chiaro che, chi vorrà, potrà essere più generoso e noi ce lo ci auguriamo.
E’ bene che sappiate che tutto il denaro offerto sarà da noi gestito con la massima trasparenza e rendicontato sul nostro sito:
Vi invitiamo, tuttavia, ad iscrivervi alla nostra Newsletter (è gratuita), per ricevere direttamente non solo i nostri ringraziamenti, ma anche tutti gli aggiornamenti sull’attività svolta, gli articoli e le riprese più significative e, soprattutto, per essere ognuno di voi partecipi di questo grande progetto che ci unirà come una grande famiglia.
La nostra associazione farà da collante per unire tutti quanti vorranno partecipare e per costruire insieme le giuste strategie per rendere libera la nostra terra (affermando e difendendo i nostri diritti) e per garantire ai nostri figli ed alle generazioni che verranno un futuro prospero e sereno in questa magnifica e splendida isola.
Per questo motivo, vi invito ad amare e rispettare la nostra terra di Sicilia e di non permettere a nessuno di disprezzarla: essa non ha alcuna colpa, né difetti:
E’ lì ad accoglierci teneramente nel suo grembo con un grosso abbraccio e siamo noi – figli ingrati – che, molto spesso, creiamo le condizioni per offenderla ed umiliarla.
La nostra isola ha bisogno solo di un grande Amore, soprattutto quello dei suoi figli, ovunque essi si trovino e, se noi saremo capaci di guardarla con tale nobile sentimento, finalmente riusciremo ad apprezzare tutta la sua bellezza e la sua magnificenza.
Sono siciliana e sono orgogliosa di esserlo e sono consapevole della sensibilità, intelligenza e generosità che caratterizza questo popolo.
Per tale motivo, sono certa che in tanti risponderanno a questo appello e, nella qualità di Presidente dell’associazione ed anche personalmente, Vi invito ad essere tutti partecipi e protagonisti di questo progetto.
Crediamoci fermamente e non fermiamoci davanti agli ostacoli che si presenteranno, facciamolo crescere così tanto da costituire una grande forza che possa influenzare al meglio, per i nostri diritti, ogni decisione della classe politica dirigente, che sarà alla fine costretta a non ignorare la volontà e la forza di un popolo unito.

Lettera aperta di un nazionalista siciliano al primo siciliano Capo dello Stato italiano

Posted on February 6th, 2015
Signor Presidente,
in questi giorni riceverà solo complimenti e auguri: alcuni sinceri, altri interessati. Assistiamo già alle celebrazioni un po’ provinciali per il conterraneo “importante” che è diventato Presidente della Republica, come se questo di per sé costituisse chissà quale vantaggio per la Sicilia in quanto tale.Questa lettera è diversa, garbata, rispettosa del ruolo che ricopre, ma diversa: ferma, innanzitutto, e con questa vogliamo ricordarle che oggi, più che ieri, Lei è chiamato ad assolvere un obbligo in più nella Terra che le ha dato i Natali e che anche la Nostra.
Diciamo subito, per onestà intellettuale, che chi Le scrive è, opinione legittima in uno stato libero, convinto che la Sicilia sia una Nazione a sé e che se fosse uno Stato indipendente oggi non sarebbe così avvilita come l’hanno ridotta circa duecento anni di forzata unione politica con la Penisola. Tale convinzione, tale riscoperta della nostra più vera identità e dei nostri interessi, non è solo di chi le scrive, ma sempre più diffusa oggi in una Sicilia che, forse spinta dal bisogno estremo in cui è stata gettata, sta riscoprendo se stessa, al punto che i tanti “servitori dell’Italia”, con tutto il rispetto, sono per noi “retroguardie culturali”, inutili freni a mano tirati per l’emancipazone della Sicilia.
E comunque, a prescindere dalle convinzioni personali, oggi è di tutta evidenza come i governi europeo e italiano stiano letteralmente strangolando una Sicilia che letteralmente MUORE DI FAME! Dove letteralmente ai nostri giovani è vietato trovare lavoro!
Detto questo, tuttavia, il riconoscimento formale e legittimo della sovranità italiana sulla Sicilia da parte nostra, seppure carpito nel tempo con la forza, l’inganno, il bisogno, la disinformazione sistematica e il collaborazionismo delle classi dirigenti isolane, non può mai venir meno senza cadere in un’eversione che sarebbe solo controproducente. Ed è per questo che oggi le scriviamo.
Noi eravamo e siamo in linea di principio relativamente indifferenti riguardo alla persona che gli italiani si vogliono scegliere come Capo dello Stato. Nulla cambierà per noi, si diceva, ma questa volta, per la prima volta nella storia, un Siciliano è capo dello Stato che ci opprime, che tradisce tutti i patti che sottoscrive con noi, che con i suoi mezzi di informazione ci fa oggetto di una continua campagna di linciaggio e di diffamazione, e che deruba le nostre risorse, le nostre speranze e il nostro futuro.
No, con un Siciliano al Quirinale, non è più lo stesso, e non possiamo tacere.
Passiamo di sopra al fatto che il suo nome sia stato caldeggiato e proposto da chi, da Capo dello Stato prima di Lei, o da Presidente del Consiglio, si è dimostrato indifferente, anzi dannoso, agli interessi della Repubblica, prima ancora che della Sicilia, svendendola ai poteri forti d’Europa e a quelli finanziari globali. Si dice “dimmi con chi vai….” e il fatto che Lei sia il Presidente voluto, ben voluto, da Napolitano, da Renzi, e da tutti i poteri forti depone molto male. Ma, passiamoci sopra.
Passiamo di sopra al fatto che Lei è l’ennesimo Presidente di un’intramontabile prima repubblica, di un’intramontabile democrazia cristiana, che nessuno di noi ha motivo di rimpiangere se non perché ciò che è venuto dopo è stato ancora peggiore.
Passiamo di sopra al fatto che il suo nome non è legato ad alcuna battaglia per la Sicilia, che non ha a memoria d’uomo motivo di ricordarsi di lei, e che invece sia ricordato per una legge elettorale (il Mattarellum) che è riuscita ad unire la limitazione della democrazia unita alla formula per la sicura ingovernabilità (vogliamo ricordare il famigerato “scorporo” che ridava nel proporzionale i seggi alla coalizione sconfitta nel maggioritario?).
Passiamo di sopra al fatto che, da politico, non abbia mai mostrato comprensione alcuna per le altissime ragioni storiche che impongono alla Sicilia la necessità di un autogoverno: da privato cittadino aveva tutto il diritto di pensarla come voleva.
Ma oggi Lei è il Capo dello Stato. Oggi Lei è un’istituzione e in quanto tale ha dei doveri verso gli italiani tutti, e in particolare, da Siciliano, verso i Siciliani tutti.
Lei è chiamato prima di ogni altra cosa a far rispettare la Costituzione della Repubblica Italiana. Una Costituzione sempre più calpestata, da sotto, di lato e da sopra. Da sotto e di lato per le bordate “autoritarie” che, sotto il pretesto della “governabilità”, riducono gli spazi di partecipazione per i cittadini italiani e per gli interessi privati che svuotano, poco a poco, quella prima parte della Costituzione che, dai rapporti economici a quelli economico-sociali, rappresenta tuttora un monumento del diritto, anche per l’equilibrio mirabile che si è stabilito tra una cornice liberale e contenuti sociali, di ispirazione tanto solidaristico-cristiana quanto socialista democratica.
Ma non dimentichi, soprattutto, che di quella Costituzione è parte integrante e inseparabile lo STATUTO DELLA REGIONE SICILIANA, vilmente aggredito, vilipeso, offeso, disatteso, con danno incalcolabile per questo pezzo di Repubblica italiana, che è anche la nostra Patria, che è anche la Sua.
Le ricordiamo i termini della Questione, perché Lei, raffinato costituzionalista, capisce benissimo cosa vogliamo dire.
I padri costituenti, con legge costituzionale n. 2 del 1948 recepirono INTEGRALMENTE, cioè senza alcuna riserva, lo Statuto della Regione Siciliana che già sotto la monarchia era stato conquistato, al termine di una guerra civile, e accettato da Umberto II. La Repubblica, alla sua nascita, non “istituì” la Regione, ma semplicemente la riconobbe per come già era.

L’Alta Corte della Regione Siciliana, con la sua storica sentenza n. 4, stabilì che nessuna modifica dello Statuto poteva essere disposta per mezzo di leggi ordinarie, ma che il suo ordinamento, ormai pienamente vigente, poteva essere modificato solo per mezzo di leggi di revisione costituzionale.Lei sa benissimo che così non è stato. La Corte Costituzionale si è macchiata, a partire dal 1956, del crimine gravissimo di avere attribuito alla giurisprudenza,e non alla legge, il compito di modificare lo Statuto, lasciando la Sicilia nella totale incertezza del diritto, e quindi esposta all’arbitrio dello Stato italiano, venendo meno ai più elementari obblighi di lealtà istituzionale tra organi dello Stato.L’Alta Corte, illegittimamente, è stata soppressa. Il Presidente Gronchi, suo predecessore, ha semplicemente invitato il Parlamento a “rinviare” la nomina dei componenti mancanti, non a seppellirla. Lei, purtroppo, probabilmente estensore dell’ultima sentenza della Corte con la quale è stato soppresso il Commissario dello Stato, e con esso praticamente tutto il titolo III dello Statuto, da giudice costituzionale si è conformato a questo solco di illegittimità. Ma, privata della legalità costituzionale, la Sicilia non avrà mai alcuna legalità. Oggi è lo Stato – per usare una espressione del suo compianto fratello – a non “avere le carte in regola” con la Sicilia. Ora, da Presidente, ha il compito di riprendere le fila di un discorso interrotto ormai da mezzo secolo.

In questo mezzo secolo abbondante non solo è saltata la Corte Costituzionale speciale competente per la Regione, la cui competenza, proprio perché speciale, non confliggeva minimamente con quella della Corte Costituzionale della Repubblica, non più di quanto, certamente, la giurisprudenza europea non faccia oggi, prevalendo sulla medesima e vanificando quindi il supposto principio della assoluta unicità di giurisprudenza costituzionale, peraltro non scritto da alcuna parte se non nella stessa interpretazione della Corte Costituzionale. Ma i giudici – recita la Costituzione – sono costituiti per legge, giammai per sentenza! Altrimenti ogni giudice potrebbe autocostituirsi competente. Questa è una mostruosità giuridica alla quale porre urgentemente riparo.
Ma, come dicevamo, non è solo l’Alta Corte ad essere saltata in questi sessant’anni circa: è saltata con essa, poco a poco, tutta l’Autonomia Siciliana, ma anche le sue finanze, e finanche l’economia e la società siciliana, oggi asservite ad una ignobile dominazione coloniale italiana.
Non abbiamo più finanze autonome, non abbiamo più legislazione autonoma, non abbiamo amministrazione realmente autonoma, anzi siamo al di sotto delle regioni a statuto ordinario. E, quindi, non abbiamo più né perequazione infrastrutturale, né continuità territoriale. La Sicilia oggi è in realtà una regione differenziata “al contrario”, allo sbando, derubata delle sue risorse, soggetta alle peggiori condizioni economiche e fiscali, priva di servizi pubblici degni di un paese civile. E tutto questo ha un responsabile preciso: lo Stato italiano, inadempiente, sleale, patrigno più che padre, vera potenza nemica occupante.
Violato il Patto, violato il debito di fedeltà della Sicilia all’Italia. La Sicilia, annessa illegittimamente nel 1860, da stato sovrano, rinunciò con lo Statuto alla propria indipendenza plurisecolare. Oggi nessuno sogni di poter liquidare così la Questione Siciliana. Di fronte alla protervia dello Stato italiano, la Sicilia avrebbe tutto il diritto di chiedere la piena indipendenza. Non dimentichiamolo!
A Lei, per evitare ogni peggiore frattura, e più che ad un Presidente qualsivoglia, spetta il dovere morale di ristabilire quell’Autonomia confederale che vollero i padri costituenti per la Sicilia, conforme ad una storia plurisecolare di Nazione a sé che ha la Sicilia. All’Italia spetta riparare, per i danni coloniali inferti alla Sicilia, ovvero andarsene.
Noi non possiamo fare finta di niente quando un Siciliano abita al Quirinale e quando, per di più, un altro Sicilano è il suo sostituto naturale.
A questo punto sta a Lei, con gli atti concreti con cui vorrà segnare la Sua presidenza, decidere se essere ricordato come il primo dei benemeriti o il primo dei traditori della Sicilia. Sappiamo che è di tradizione democristiana, e quindi per definizione moderato, c’è chi ha detto “l’ultimo moroteo”. Ma questa stagione drammatica non è più quella delle mezze misure. Si impongono scelte forti. Sappia che gli occhi dei Siciliani sono su di lei.
Per ora buon lavoro.
Massimo Costa

Online il numero 5-2014 del bimestrale L’Isola

Posted on December 22nd, 2014

bimestrale L'IsolaE’ online il numero di novembre-dicembre 2014 del bimestrale L’ISOLA.

In questo numero:

  • L’EDITORIALE – Il regalo del tempo (pag. 2)
  • LA RIFLESSIONE – L’Italia mantiene la Sicilia o la Sicilia mantiene l’Italia? (pagg. 4 & 5)
  • Storia di Sicilia…. come storia del popolo siciliano – (pag. 6)
  • CORREVA L’ANNO 1999 – VOTO DEI SICILIANI ALL’ESTERO (pagg. 7 & 8)
  • Elezioni comunali 2007, la sentenza del Tar: “Andavano ripetute” (pag. 9) no ripetute” (pag. 9)
  • Castello di Lombardia: la fortezza più antica di Sicilia, simbolo della città di Enna (pag. 11 )
  • RIFLESSIONE SUGLI EXTRACOMUNITARI (pag. 15)
  • Coltivazione del cotone: fino agli anni Settanta fu un presidio siciliano (pag. 16 )
  • Il via alle trivelle sull’isola. I nomi dei deputati siciliani che hanno detto sì (pagg. 17 & 18)
  • STORIE E VECCHIE USANZE DELLA NOSTRA TERRA – (pagg. 19 & 20)
  • A TAVOLA! (pag. 21)

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